Manchester, città degli alberi. Analogie e convergenze.

Conoscere, approfondire, mutuare, declinare.

Questi in sintesi gli obiettivi che hanno ispirato il lavoro di ricerca condotto dal Politecnico di Milano e sostenuto da Fondazione Falck. Forestami ha idealmente attraversato dieci città pioniere a livello mondiale per strategie, best practice, programmi legati alla forestazione urbana, riunendo in uno studio le città più all’avanguardia che investono in forest-based solutions, per un modello di sviluppo urbano più sostenibile.

Un obiettivo comune: rendere la città più resiliente con l’utilizzo di uno “strumento” spesso sottovalutato in termini di benefici per la salute dell’uomo, ma invece straordinario in termini di servizi apportati all’ambiente: la foresta urbana.

Iniziamo il nostro viaggio da Manchester, città dal forte passato industriale, centro dell’industria tessile nel nord dell’Inghilterra, che oggi oltre ad essersi trasformata in meta culturale – vero e proprio museo all’aperto di architettura industriale – ha dato vita a un movimento dal nome suggestivo, City of Trees.

Nato per implementare il numero degli alberi sul suolo della Greater Manchester (la città metropolitana, per intenderci) – aumentando i frutteti urbani, gli alberi nelle scuole e lungo le strade, anche attraverso la rinaturalizzazione di spazi in disuso e la riqualificazione di aree a foresta abbandonate o non manutenute – City of Trees si è dato l’obiettivo di piantare 3 milioni di alberi entro il 2025, ovvero di mettere a dimora un albero per ogni persona che vive nella regione metropolitana. Un progetto ambizioso per assicurare un ambiente più resiliente, più salubre e più piacevole alle future generazioni. 

Lavorare con proprietari terrieri e volontari per creare nuovi boschi o riportare in vita quelli inutilizzati o trascurati è una delle strategie che City of Trees ha identificato, oltre a coinvolgere e istruire le persone del luogo a prendersi cura di questi luoghi; anche l’individuazione delle scuole come luoghi elettivi di piantumazione – con la creazione di aule all’aperto, e con l’insegnamento e il rafforzamento del rapporto tra bambini e alberi – è un punto di capitale importanza per il progetto.

Oltre mille sono le potenziali ubicazioni identificate in cui poter piantumare alberi, risultato di un accurato lavoro di mappatura della Greater Manchester. E di un censimento di oltre 6000 alberi – suddivisi per specie, larghezza, altezza, diametro – così da prendere consapevolezza del valore economico totale annuo generato dai benefici degli alberi, che ammonta a 33,298,891 sterline (un dato che ha messo in conto il filtraggio dell’inquinamento atmosferico, il contenimento delle acque meteoriche, ovvero la riduzione dell’impatto delle piogge improvvise e abbondanti e il sequestro di carbonio). La volontà di riunire oltre 330 ettari di spazi verdi e boschi in un’unica foresta fruibile dai residenti – che dovrebbe avere all’incirca le stesse dimensioni di Central Park a New York, con circa 25 mila alberi e una molteplicità di habitat diversi, boschi, prati, zone umide – completa una visione articolata, ambiziosa, strategica per il futuro della cittadina inglese.  

Molteplici le finalità di City of Trees: dal migliorare la qualità delle infrastrutture e dei percorsi per consentire alle persone di esplorare e scoprire la Greater Manchester, incoraggiando a spostarsi a piedi e in bicicletta; alla promozione dei benefici dello stare a contatto con l’ambiente naturale, al miglioramento delle informazioni e della comunicazione su strade, percorsi, spazi verdi e luoghi di interesse. Per finire al motivare l’azione sociale e il volontariato, coinvolgendo i cittadini nei programmi e nei processi di manutenzione dei siti verdi. 

L’analisi e lo studio delle politiche e dei programmi di altre città del mondo ha permesso di inscrivere e posizionare Forestami nel quadro di una rete di soggetti attivi sui temi della forestazione urbana su scala mondiale e di essere in continuo dialogo, per un arricchimento e uno stimolo reciproci.

↑ Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dalla ricerca Forestami, condotta dal Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, grazie al contributo di Fondazione Falck e FS Sistemi Urbani.