Londra, prima città-parco nazionale al mondo.

Come fa un’area metropolitana con una popolazione di oltre 13 milioni di abitanti, e una city densa come Londra a diventare eccezionalmente sostenibile?

Oltre a dissuadere gli utenti della città dall’utilizzo di mezzi privati e ad alte emissioni, ad incoraggiare il trasporto pubblico, l’uso di veicoli elettrici e biciclette, a rinnovare la flotta dei suoi mitici bus in direzione della riduzione delle emissioni, la città si è dotata di un programma che ha messo al centro il patrimonio verde della Greater London.

Forestami – nel suo viaggio attraverso le capitali che si sono distinte per il loro approccio al verde – ha voluto conoscere e approfondire i cardini di quella che da straordinaria ambizione è diventata un bellissimo progetto.

Prendendo le mosse dal riconoscimento dell’enorme valore rappresentato dal variegato mosaico di giardini, parchi, riserve naturali – che copre circa il 47% della capitale, un patrimonio a cui rendere onore! – Londra si è data una serie di obiettivi, volti a preservare e incrementare gli spazi verdi della città, e a promuoverne la diversità naturale, di pari passo alla diversità culturale.

Da cui l’obiettivo di aumentare la tree-canopy cover – la copertura degli alberi sulla città – del 5% entro il 2025 (e del 10% entro il 2050), la creazione di una città-parco nazionale (Greater London National Park, avvenuta nel luglio 2019, un’ampia area urbana gestita e semi-protetta per valorizzare il capitale naturale del suo paesaggio), la creazione di una partnership con tutti i soggetti interessati per condividere, sensibilizzare, finanziare il progetto, e di un team di comunicazione ad hoc per dar vita sia ad attività sul territorio che digitali.

Ricca di infrastrutture verdi e blu – giardini, fiumi, parchi, boschi, canali, prati e orti che ospitano circa 13000 specie locali – Londra aveva tutte le carte in regola per diventare National Park City, la prima città al mondo a diventare città-parco nazione. Un progetto ambizioso ma possibile che ha puntato all’applicazione in un contesto urbano di un modello di gestione mutuato dai parchi naturali, fatto di tutela, promozione di programmi di conoscenza del territorio, creazione di nuova economia.

Di pari passo, AECOM, società di progettazione, consulenza e ingegneria, ha lavorato in collaborazione con la municipalità per giungere all’elaborazione di una stima del valore economico degli ecosistemi londinesi, evidenziando come gli 8,3 milioni di alberi presenti eroghino circa 95 milioni di sterline in servizi di filtrazione dell’aria all’anno.

La creazione di una partnership con tutti i soggetti interessati a questo nuovo modo di pensare il verde nella città di Londra ha generato anche una Carta della Greater Park National City – revisionata di anno in anno per garantirne attualità e coerenza e firmata sia da individui che organizzazioni – che racchiude gli obiettivi primari, comuni e condivisi del progetto: dall’assicurare che il 100% dei londinesi abbia libero e facile accesso a spazi verdi di alta qualità, al collegare il 100% dei bambini di Londra alla natura, a rendere più della metà del suolo di Londra verde, a migliorare qualità di aria e acqua, anno dopo anno, e la ricchezza, la biodiversità e la connessione dei suoi habitat, a ispirare la costruzione di edifici a vocazione sostenibile e green.

Interessantissima anche la Bank of Good Ideas, un bacino di idee e buone pratiche per il miglioramento dell’ecosistema urbano, da intendersi in un’ottica di approccio bottom-up di partecipazione e cogestione; una vera opportunità per i cittadini di far parte di una visione condivisa e trasformativa di Londra.

La municipalità insiste nell’evidenziare che rendere più verdi le strade, gli edifici e gli spazi pubblici di Londra non cambia solamente l’aspetto di questi luoghi: tetti e pareti ricoperte di piante, alberi di strada e piccoli parchi “tascabili” tra gli edifici rendono la città un posto migliore in cui vivere, lavorare e investire e sono elementi ecologici che fanno parte della rete di infrastrutture verdi di Londra per aiutare a pulire l’aria, ridurre il rischio di inondazioni e mantenere la città fresca.

↑ Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte dalla ricerca Forestami, condotta dal Politecnico di Milano, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, grazie al contributo di Fondazione Falck e FS Sistemi Urbani.