Vitoria-Gasteiz. Nuove sfide per la città dalla cintura verde

Vitoria-Gasteiz è il capoluogo della comunità autonoma dei Paesi Baschi ed è divisa sostanzialmente in due parti: la città antica, posta su un colle, e la parte moderna, che vede una continua espansione per cerchi concentrici attorno al nucleo originale. È proprio questa seconda zona – per via del rapido sviluppo che l’ha interessata – ad essere colpita da un maggior degrado e a necessitare conseguentemente di un forte intervento di riqualificazione ambientale. I progetti in questo senso – attivi sin dai primi anni ’90 – si sono rivelati fondamentali nel fare di Vitoria-Gasteiz una delle città più verdi della regione spagnola.

“Verde por dentro y verde por fuera” (verde fuori e verde dentro) è uno degli slogan più incisivi della campagna messa in atto dal Comune. Ciò che caratterizza infatti il capoluogo, che è circondato tutt’intorno da campi agricoli e montagne, è la cosiddetta Green Belt: una superficie derivata da bonifiche e misure di risanamento, che abbraccia il centro storico della città e “sfuma” nelle altre numerose, e più piccole, aree verdi periurbane. La cintura verde si estende lungo circa 800 ettari, e comprende sei parchi di grande rilevanza ecologica.

E tuttavia non è la sua semplice presenza ciò che rende la città uno dei polmoni verdi della Spagna: entra qui in gioco la cooperazione di tutta la popolazione di Vitoria-Gasteiz, un esempio raro di impegno civile e sostenibilità.

La pianificazione di una più ampia strategia per implementare le infrastrutture verdi è stata inaugurata dal Comune nel 2012, anno in cui la città viene insignita del titolo di Capitale Verde Europea. I maggiori obiettivi di questo progetto sono la rigenerazione delle aree periferiche versanti in condizioni di degrado, il miglioramento della biodiversità su tutto il territorio urbano, una maggiore connettività del verde pubblico. Si tende insomma all’allestimento di ambienti che garantiscano la buona salute dei cittadini, il miglioramento dell’aria, la diminuzione dell’inquinamento (non ultimo, acustico), e il rafforzamento del tessuto comunitario. 

È un ambizioso e avanguardistico programma, che si esplica nella creazione di corridoi ecologici, la messa a dimora di oltre 250mila fra alberi e arbusti, il rimboschimento di 73 località della cintura verde. E che prevede, di rimando, una parziale tutela per la città e i suoi dintorni rispetto all’incombente cambiamento climatico. La temperatura minima dei mesi invernali rischia infatti di aumentare di 1-3° in poche decadi, e un simile rischio vale per i picchi di calore estivi. Le proiezioni prospettano anche la minaccia di inondazioni e di precipitazioni incontrollate e difficilmente prevedibili.

La città si spende dunque per diffondere queste buone pratiche, condividerle e divulgarle: alla piantumazione si somma un’attività di monitoraggio della biodiversità della fauna e della flora, un minore consumo dell’acqua, un’attenzione particolare alle pratiche di riciclo, la creazione di una rete di trasporti pubblici che sia il meno impattante possibile. Fondamentale è poi l’esposizione allestita nel Palazzo Europa che racconta, attraverso pannelli interattivi, i miglioramenti ad ora perseguiti, gli scopi prefissati, le azioni ancora da ultimare. È un approccio che unisce intervento pubblico e privato; e che, favorendo l’iniziativa personale, finisce per costruire una vicinanza fra i cittadini, uniti dal verde. Sostenibilità, appartenenza, collaborazione: verde por dentro, verde por fuera.

«I cittadini e le cittadine sono protagonisti dei cambiamenti, i responsabili del presente e del futuro delle città. Gli abitanti sono insomma i protagonisti assoluti delle politiche verdi. Ogni giorno portano avanti il proprio impegno personale, facendo raccolta differenziata, diminuendo il consumo di acqua domestica e partecipando attivamente a incontri, corsi, programmi, e seminari sullambiente, che si realizzano in città».