Tre piante per sonni tranquilli

Forse avrete più volte sentito dire che è meglio non tenere piante nella camera da letto. Questo perché ogni vegetale è impegnato sia nel processo di fotosintesi che in quello di respirazione: mentre il secondo è un fenomeno pressoché continuo, il primo si “attiva” solamente con la luce del sole. Di notte, quindi, prevarrebbe il momento della respirazione – in cui la pianta, invece che assorbire anidride e rilasciare ossigeno, farebbe l’inverso.

Fermiamoci un attimo qui: si tratta comunque di una percentuale di anidride carbonica davvero bassa – perfino il sospiro di sollievo che avete tirato in questo momento potrebbe avere effetti maggiormente “deleteri”!

Ma se proprio cercate per la vostra camera piante che spicchino per buona condotta e per effetto positivo sull’aria, potete dormire sonni tranquilli: abbiamo qualche alleato da proporvi. In questa ultima “puntata” del nostro excursus sulle piante da appartamento (le altre le trovate qui e qui) ti presentiamo le piante a metabolismo CAM – acronimo di Crassulacean Acid Metabolism, ovvero metabolismo acido delle crassulacee. Si tratta di un processo metabolico alternativo (e per certi sensi “inverso” a quello classico), per cui la pianta apre gli stomi e consente l’assorbimento dell’anidride carbonica di notte, e non quando esposta alla luce.

Ecco allora tre piante che possono aiutare una buona ossigenazione della stanza da letto, migliorando inoltre anche il tasso di umidità dell’ambiente: cominciamo dalla A di Aloe vera, pianta grassa tanto rinomata per i suoi effetti curativi. Appartenente alla famiglia delle Aloeaceae, può raggiungere il metro d’altezza; ha foglie lunghe e carnose, disposte tipicamente a ciuffo e terminanti in un apice acuto. Queste hanno sì delle spine – ma solo lungo i lati! – e si caratterizzano per il verde tenue che le colora. Le sue proprietà lenitive e depuratrici non si limitano alla polpa: l’aloe è particolarmente “dotata” nella purificazione dell’aria, assorbendo benzene e formaldeide.

Hoya carnosa, o fiore di cera: pianta rampicante proveniente dalla famiglia delle Asclepiadaceae, si caratterizza non solo per le foglie spesse e lucide, ma anche per il fiore, tanto delicato e rifinito da sembrare, appunto, un’opera in cera! Se il fiore è tanto appariscente da meritare un occhio di riguardo, lo stesso si potrebbe dire del suo effetto positivo sull’ambiente dei luoghi chiusi. La hoya infatti, oltre a garantire una buona ossigenazione notturna, è abile nel combattere l’inquinamento indoor, assorbendo i composti volatili nocivi.

Infine, in coda, ecco il sedum morganianum, o a coda d’asino. Appartenente alla famiglia delle Crassulacee, è una pianta originaria del Messico. Il suo portamento ricadente è molto caratteristico, per non dire scenografico: ha infatti lunghi fusti, che possono arrivare anche a un metro di lunghezza (come affusolate code!); da questi si dipartono fittissime foglioline carnose, colorate di un verde pastello – colore che può in realtà assumere note differenti a seconda dell’esposizione e della varietà. Anche il sedum, come le altre crassulacee (da cui il metabolismo CAM prende il nome!) assorbe l’aria inquinata da particolato, immagazzinando i composti nocivi negli stomi, per rilasciare del più fresco e salutare ossigeno.