La Lagerstroemia indica è un’essenza originaria delle zone orientali: Cina, Giappone ed Indonesia. Il nome indica si riferisce proprio a questa sua provenienza dall’Est del mondo; Lagerstroemia, invece, è un omaggio a Magnus von Lagerström, naturalista amico di Linneo e grande uomo d’affari: era il direttore della prestigiosa Compagnia delle Indie.

Introdotta nel continente europeo intorno al XVIII secolo, diviene presto fiore all’occhiello di molti giardini privati e parchi: la Lagerstroemia si contraddistingue infatti per un’elegante e prolungata fioritura rosacea, così come per il tronco, sinuoso e particolarmente liscio al tatto. Si tratta di una pianta tendenzialmente rustica, resistente alle comuni malattie e all’inquinamento; nonostante questo, anche se diffusa artificialmente lungo strade e giardini, tende a non naturalizzarsi.

La pianta ha un tronco dritto, con curve eleganti anche se appena accennate. Spesso a un primo sguardo risulta spoglio di corteccia: in realtà, questa è particolarmente liscia, e dai toni chiari. Va infatti dal grigio-rosa a un marrone estremamente tenue, tendente al beige; durante la maturità, invece si sfalda in placche longitudinali e sottili, ancor più chiare (quasi avorio). Può avere una chioma ad alberello, o essere cresciuta a portamento arbustivo: in tal caso, i rami si dipartono dalla base, e la chioma risulta maggiormente rada.

In primavera appaiono le prime foglie, piccole, di un colore verde tenue e tenero. Sono fra loro opposte, anche se in modo irregolare. Virano al giallo e poi al rosso ramato d’autunno, prima di cadere.

I fiori sono riuniti in infiorescenze a forma di pannocchia (ovvero si dipartono da un racemo, asse principale, cui sono attaccati tramite peduncoli). Sono di un colore rosa acceso – in alcune varietà, invece, bianchi o violetti -, ed hanno sei petali ciascuno, con un margine increspato. La fioritura supera anche agosto: forse per questo è detta pianta di San Bartolomeo, che si festeggia proprio al termine del mese.

Ai fiori seguono infine i frutti, piccole sferette o capsule, di colore scuro. Ognuna è suddivisa in “logge”, in cui sono contenuti dei semi alati – perfetti dunque per spostarsi con il vento, e trovare nuova dimora. Per la sua figura elegante, la Lagerstroemia è usata da millenni, nel mondo asiatico, per ornare templi e luoghi di culto. Lì infatti venne trovata dagli europei: Magnus von Lagerström la fece recapitare a Linneo, che la classificò come nuovo esemplare.

Alberi di Lagerstroemia fiancheggiano le nostre strade: si svegliano con il caldo di metà giornata in Iran. Girano allora le foglie in alto, levando i rami al cielo, per dare all’azzurro del cielo mediorientale un bacio. Fila dopo fila, si arrossano di fiori rossi d’estasi…

Michael Benzehabe