Forestami Academy: lezioni indoor e outdoor guidate dalle voci di esperti di livello internazionale

Governi e comunità sono ormai consapevoli dell’urgenza di intraprendere politiche ed azioni efficaci che possano contrastare il trend dei cambiamenti climatici e gli effetti sull’ambiente. Formare i cittadini sia a livello teorico che pratico sulla forestazione urbana diventa quindi una missione. È questo l’obiettivo di Forestami Academy, l’iniziativa realizzata da Forestami in partnership con il Gruppo Prada.

Il percorso di formazione si struttura su tre anni, ognuno dei quali è caratterizzato da una tematica che fa da fil rouge tra i vari incontri: nel 2023 il tema è “Conoscere le foreste e i luoghi della forestazione”. Nel 2024 il focus sarà su “La forestazione urbana: benessere e salute” e nel 2025 “Le piante e la loro presenza nelle città”.

2023: Conoscere le foreste e i luoghi della forestazione

Modulo 1: Che cos’è una foresta urbana?

Venerdì 12 maggio, nel Salone D’Onore di Triennale Milano, si è tenuto il primo incontro della Forestami Academy “Cos’è una foresta urbana?”. Questo primo appuntamento ha voluto sottolineare il ruolo fondamentale degli alberi nella vita delle persone e delle città: la loro presenza aumenta il benessere contribuendo a contrastare l’inquinamento, proteggere il suolo, valorizzare la biodiversità e creare momenti di socializzazione. È stato inoltre affrontato il tema della progettazione delle aree verdi: molte le città che hanno già compreso l’importanza di incrementare gli spazi di naturalità all’interno dei contesti urbani – tra queste Singapore, Barcellona – anche attraverso installazioni temporanee, come le “moving forest”, in grado di sensibilizzare a tutti i livelli sull’importanza, il valore, la bellezza del verde nelle città.

Maria Chiara Pastore, Direttrice Scientifica di Forestami, ha introdotto questo primo incontro, soffermandosi sulla genesi del progetto Forestami. Anzitutto il grande lavoro di ricerca del Politecnico di Milano, che ha permesso di studiare il territorio della Città metropolitana: le isole di calore, le superfici permeabili e impermeabili, la percentuale di tree canopy cover; un processo di ricerca che – partendo dalla categorie FAO – ha permesso di capire dove meglio intervenire con i progetti di piantagione, sempre in dialogo e creando alleanze con le amministrazioni dei 132 comuni di Città metropolitana, per operare quel passaggio necessario dalla teoria all’operatività dei progetti concreti.

Simone Borelli, di FAO Urban Forestry, con il suo intervento ha messo in luce tutta la rete complessa di benefici legati alla presenza di verde nelle nostre città. I cambiamenti climatici sono una delle sfide più importanti che stiamo vivendo in questo momento e le foreste urbane contribuiscono all’adattamento: rinfrescano l’aria fino a 8°C; riducono l’urban heat island effect; fanno da habitat a molte specie, aiutano a combattere la desertificazione, prevengono la siccità. Gli alberi migliorano la nostra salute, la qualità dell’aria, contribuendo alla prevenzione di malattie respiratorie, contribuiscono alla riduzione dello stress e delle malattie mentali; riducono il senso di solitudine; proteggono dai raggi UVA riducendo il rischio di tumori della pelle.

Cecil Konijnendijk, professore onorario della University British Columbia, con il suo intervento ha inteso far crescere la consapevolezza benefici che gli alberi apportano alle nostre città, condividendo la “regola 3-30-300”, ideale criterio per i progetti di forestazione urbana: 3 alberi visibili da ogni finestra, per 30% di superficie fogliante in ogni quartiere e 300 metri di distanza massima dal parco più vicino. Risulta sempre più necessario portare gli alberi alle persone ma anche portare le persone verso gli alberi. Dobbiamo ragionare in termini di “one system”: gli alberi privati, gli alberi nelle strade, nei parchi, nei boschi, fanno parte e costituiscono un unico sistema.


Modulo 2: Dove sono le foreste urbane?

Si è svolto il 30 Giugno 2023, presso il Salone d’Onore di Triennale Milano, il secondo incontro di Forestami Academy.

Il Professor Fabio Salbitano, partendo dalla definizione di foresta urbana, ha posto l’accento sull’esistenza di diverse tipologie di foreste urbane. Dove e quali alberi piantare sono aspetti strettamente legati e dipendono dal fine, che può essere, ad esempio, mitigare le isole di calore, apportare benefici alla salute psicofisica, limitare lo sviluppo di possibili epidemie. L’intervento si è concluso con un invito a ricordarsi che non è sufficiente piantare gli alberi ma occorre prendersene cura.

Il Professor René van der Velde ha invece raccontato i risultati della sua ricerca sulla foresta urbana delle città di pianura dei Paesi Bassi. Partendo dallo sviluppo storico della foresta urbana olandese e analizzando la complessa interrelazione nel tempo tra alberi, vita e tessuti urbani, sono stati messi sotto la lente di ingrandimento i cambiamenti operati da una foresta urbana in via di sviluppo sulla forma e sull’identità di città, quartieri e intere regioni e l’impatto sul carattere sociale, ecologico, ambientale ed economico. L’invito rivolto ai cittadini è di vedere la città come una foresta ibrida, in cui convivono sistemi diversi, perché solo in questo modo è possibile attivare un cambiamento capace di modellare le città secondo nuove prospettive, con sistemi integrati e in equilibrio.

Il primo incontro

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