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      News

      L’ombra degli alberi vale quanto un condizionatore: la scienza dell’isola di calore urbana.

      30 giugno 2026

       

      Basta attraversare un viale alberato e poi un piazzale d’asfalto, in piena estate, per capire di cosa si sta parlando. È l’isola di calore urbana, ovvero la differenza strutturale di temperatura tra una città e le aree rurali che la circondano, che si fa sentire con più forza durante l’estate quando arrivano le ondate di calore

       

      Il principio è semplice: dove ci sono più alberi, fa più fresco mentre dove ci sono più superfici cementificate, fa più caldo. La scienza lo ha misurato, e i numeri sono interessanti.

       

       


      Perché in città fa più caldo che in campagna

      Asfalto, cemento ed edifici assorbono la radiazione solare di giorno e la rilasciano lentamente di notte. Le zone più costruite e meno verdi restano quindi più calde delle aree circostanti, soprattutto la notte, quando il calore accumulato non riesce a dissiparsi.

       

      Questo effetto si evidenza anche nel numero di notti tropicali, quelle in cui la temperatura non scende sotto i 20°C. A Milano, secondo i dati di Arpa Lombardia, dal 2014 al 2021 questa soglia è stata superata ogni anno, con picchi oltre le 80 notti tropicali in una sola estate. Le superfici cementificate, senza il sollievo del verde, trattengono calore anche molto dopo il tramonto.

       

      Fonte: Arpa Lombardia

       

      Sull’effetto opposto, quello del verde, ha lavorato un team di ricercatori del Politecnico di Milano, che ha sviluppato un modello chiamato Poli-HE per stimare la temperatura delle superfici urbane. Applicato a Milano su tredici anni di dati, dal 2010 al 2022, il modello conferma quello che si percepisce camminando in città: in estate le aree pavimentate sono in media 3,7°C più calde delle aree verdi, con picchi fino a 4,5°C. Un marciapiede al sole e un parco ombreggiato a pochi metri sono, a tutti gli effetti, due microclimi diversi.

       

      Quanto rinfrescano davvero gli alberi

      Il dato più interessante per chi lavora sulla forestazione urbana è quanto pesi, in numeri, la presenza degli alberi.

       

      Un aumento del 5% della copertura arborea a livello comunale può ridurre la temperatura media superficiale di oltre mezzo grado centigrado, secondo una ricerca italiana condotta su scala nazionale. Sembra poco, ma su scala urbana l’effetto è cumulativo: si somma anno dopo anno con ogni nuova piantagione.

       

       

      A livello globale le stime sono ancora più nette. Uno studio recente pubblicato su Nature ha stabilito che la  vegetazione urbana riesce già oggi a compensare tra il 41% e il 49% del calore potenziale che si accumulerebbe in assenza di verde. Il meccanismo è duplice: l’ombreggiamento impedisce alla radiazione solare di colpire direttamente asfalto e cemento, mentre la traspirazione, il processo con cui le foglie rilasciano vapore acqueo, abbassa la temperatura dell’aria circostante.

       

      E sulla superficie, la differenza si vede ancora meglio. Rispetto all’asfalto, una superficie ricoperta da erba riduce la temperatura al suolo di 24°C, mentre l’ombra degli alberi la riduce di 19°C. Ecco perché un parco, in agosto, sembra un altro mondo rispetto al parcheggio a fianco.

       

      Quindi gli alberi sostituiscono i condizionatori?
      No. L’aumento della copertura arborea da solo non basta a fermare il riscaldamento delle città, e sarebbe disonesto raccontarlo diversamente. Ma resta una delle poche soluzioni che rinfresca, migliora l’aria e ospita fauna selvatica, oltre a rendere più bella una strada. Cose che un condizionatore, semplicemente, non fa.

       

      Non solo alberi: le altre leve contro il caldo in città

      Gli alberi sono la leva più efficace, ma non l’unica. Anche l’acqua gioca un ruolo: fontane, canali e piccoli specchi d’acqua raffrescano l’aria circostante attraverso l’evaporazione, lo stesso principio che rende più fresco un parco vicino a un torrente. Tetti e pareti verdi, dove lo spazio in città non permette di piantare a terra, offrono un effetto simile su scala più piccola. E anche le scelte di mobilità contano: meno asfalto esposto al traffico e più spazio a pedoni, biciclette e trasporto pubblico significa meno calore emesso dai motori e meno superfici che si scaldano sotto il sole. Sono interventi diversi, ma vanno tutti nella stessa direzione: rendere le città più capaci di respirare, ridurre il calore che si accumula nelle nostre strade quando le temperature sono più alte.

       

       

       

       

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