Quante volte, dopo una giornata pesante, hai sentito il bisogno di uscire a fare due passi in un parco e respirare un po’ d’aria fresca? Non è solo una sensazione: è una necessità, reale e misurabile, che la scienza sta studiando sempre di più.
Il senso di appartenenza alla natura: cos’è e perché conta
Quando i ricercatori parlano di nature connectedness, termine che possiamo tradurre come “connessione con la natura”, non si riferiscono solo al fare una passeggiata nel bosco ogni tanto. Si tratta di qualcosa di più profondo: sentire che la natura fa parte di chi sei, come riconoscersi in un albero che cresce, in un fiore che torna ogni primavera, nel ciclo delle stagioni. È un’identità, non solo un’attività.
Uno studio, pubblicato su Journal of Environmental Psychology a marzo 2026 e condotto su oltre 36.000 persone in 75 paesi, ha rilevato che chi si sente più connesso alla natura riporta livelli più alti di benessere: guarda al futuro con più speranza, affronta le difficoltà con una maggiore capacità di adattamento e percepisce più chiaramente uno scopo nella propria vita.

Come la natura agisce sul corpo e sulla mente
Il verde non si limita a decorare uno spazio: lo trasforma, e trasforma anche chi lo abita. La psicologia ambientale osserva questo effetto fin dagli anni ‘80, quando nascono le prime teorie sul legame tra natura e benessere psicologico. Uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers mostra che anche pochi minuti in un ambiente naturale possono ridurre il cortisolo (l’ormone dello stress), mentre una ricerca pubblicata su ScienceAdvances associa il contatto con la natura a una maggiore sensazione di calma e a livelli più bassi di ansia, depressione e ruminazione, cioè quei pensieri negativi che continuano a ripetersi. I benefici interessano anche l’attenzione: secondo uno studio pubblicato su Environmental Health Perspectives, il contatto con il verde può migliorare la capacità di concentrarsi, soprattutto nei più giovani.
La natura favorisce inoltre la mindfulness, cioè la capacità di essere presenti, attenti, consapevoli del momento, considerata uno dei fattori più solidi a sostegno della salute mentale, e una maggiore resilienza.
Lo Shinrin-yoku: il bagno nella foresta
Ma questi sono solo alcuni dei benefici osservati. Oltre vent’anni di ricerca sullo Shinrin-yoku hanno rilevato anche una riduzione della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca, un sonno più profondo e un maggiore equilibrio del sistema nervoso.
Nata in Giappone nel 1982 come pratica di prevenzione sanitaria, questa esperienza invita a camminare lentamente nel bosco, senza una meta precisa, lasciandosi guidare dai cinque sensi. Oggi questa pratica si è diffusa anche in Europa con il nome di forest bathing o forest therapy, svolta attraverso percorsi immersivi accompagnati da guide certificate.
Il verde urbano non è un lusso: è infrastruttura
I benefici della natura sul corpo e sulla mente rendono evidente quanto sia importante poter entrare in contatto con il verde nella vita di tutti i giorni.
Per molto tempo, però, alberi e spazi verdi in città sono stati considerati come un ornamento. Belli, certo, ma non essenziali. Oggi sappiamo che non è così. Gli spazi verdi urbani sono infatti infrastrutture di salute pubblica. Progettarli, curarli e renderli accessibili a cittadini e cittadine significa investire nel benessere collettivo, non solo nell’estetica della città, restituendo a tutti e tutte il diritto a un contatto quotidiano con la natura nello spazio abitato.

Non basta il verde: serve un’ecosistema vivo
Un prato tagliato, un’aiuola ornamentale o alberi isolati tra asfalto e cemento sono spazi verdi, ma non sempre veri ecosistemi capaci di ospitare insetti, uccelli e piccoli mammiferi. Ed è proprio un ambiente sano, vivo e ricco di specie diverse a fare la differenza, attivando la nostra attenzione e stimolando curiosità e senso di meraviglia in modo diverso da uno spazio verde generico. Per questo è necessario ripristinare, valorizzare e mantenere la biodiversità urbana, sia per gli ecosistemi che per le persone che li abitano.
Milano Green Circle 90/91: costruire biodiversità in città
È in questa direzione che si muove la Milano Green Circle 90/91, il progetto del Comune di Milano realizzato da Forestami con il supporto di Gruppo Armani per rinaturalizzare il percorso della filovia. L’obiettivo non è semplicemente aggiungere piante alla circonvallazione di Milano ma trasformare quei viali in una vera infrastruttura ecologica, capace di ospitare specie vegetali mellifere per gli impollinatori. Grazie ai primi interventi iniziati nel 2025, gli effetti sono già visibili: crescono le specie di insetti impollinatori e di farfalle diurne nelle aree a sfalcio ridotto, mentre balestrucci e cardellini tornano a nidificare lungo i corridoi ecologici.
Interventi come Milano Green Circle 90/91 mostrano che non serve uscire dalla città per beneficiare del contatto con la natura e stare meglio: serve che la natura sia presente nei luoghi della vita quotidiana, accessibile, diffusa e inclusiva.
Scopri di più su Milano Green Circle 90/91 e gli interventi di piantagione Forestami.

